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Non comprare azioni ai prezzi attuali vuol dire rinunciare a una vera occasione

«Non comprare azioni ai prezzi attuali equivale a rinunciare a una ghiotta occasione, purché però si sia pronti a non toccare il proprio denaro per qualche tempo»: in questi mesi in Piazza Affari si continuerà a navigare a vista tra grandi turbolenze, ma l’amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani, è convinto che il sereno potrebbe tornare già nella primavera del 2009 o al massimo l’anno seguente.Ecco perché, prosegue il top manager di una delle poche Sgr italiane realmente slegate dal sistema bancario, sarebbe opportuno puntare «almeno una parte del denaro a disposizione in azioni, lasciando il resto al sicuro su prodotti di liquidità». Tutto questo malgrado sul nostro Paese incomba ancora il rischio di uno scoppio della bolla immobiliare.Fiducia nelle Borse che Giuliani dimostra anche nella veste di imprenditore annunciando la decisione di «proseguire il programma di acquisto di azioni proprie» varato dalla sua Azimut. Per le famiglie è, tuttavia, quasi obbligata la soluzione di affidarsi a un gestore esperto in grado di selezionare le società su cui puntare. Visto che «sia i prodotti a capitale garantito sia le polizze cosiddette strutturate hanno dimostrato i propri limiti», conclude Giuliani.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291534

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Rapina una farmacia Pregiudicato in cella

Un pregiudicato di 36 anni, Rocco S., è stato arrestato l’altro giorno dopo aver assaltato una farmacia con un complice che invece è riuscito a fuggire. L’uomo era uscito a febbraio da Opera, dove era rinchiuso per un’altra rapina. I due erano entrati in azione alle 20 armati e travisati e avevano rapinato l’incasso e il portafogli del marito della farmacista. È subito partito l’allarme e una volante ha intercettato il balordo in strada.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276945

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Una legge per le mille Eluana

Son qui da mezz’ora che cincischio per trovare le parole giuste, e allora al diavolo le parole giuste, neanche la morte di una figlia in fondo è un pranzo di gala: e allora dico subito, sul caso di Eluana Englaro, che provo una forma di disprezzo per tanta classe politica e per tanti miei colleghi spesso ottusi, pavloviani, più semplicemente ignoranti su questo tema.

Quale tema, poi? Ecco il punto: perché il tema che viene sviscerato in tante opinioni che ho letto, in realtà, non viene sviscerato per niente, la prosa resta generica, precotta, «i confini della vita» e dintorni, è il temino bioetico imparato a memoria da tanti politici da intervista telefonica e da tanti opinionisti polivalenti che mica si aggiornano, mica studiano, mica entrano più di tanto nel merito del singolo caso: alla fine scrivono sempre lo stesso articolo e ogni volta lo travestono: i politici non si muovono dai loro palazzi e gli opinionisti dalle loro scrivanie.
I princìpi-cardine restano astrattamente sempre quelli, e chi se ne frega del famoso Paese reale, ossia il Paese che in stragrande maggioranza (lo dico alto e forte e ho le mie fonti, non so voi) è assolutamente favorevole al padre di Eluana Englaro e alla sua battaglia: non è spaccato, non è bipolarizzato, perlomeno su questo non lo è. Ma il disprezzo di cui parlavo non è per le opinioni meramente diverse dalle mie, bensì per la nutritissima brigata di chi alla fine del suo temino, del suo ragionamentino etico, in sostanza dice che occorre fare questo: niente.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276780

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