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Funambolismi d’autore per Dapporto

A otto anni di distanza dal fortunato allestimento diretto da Luca Ronconi per il Piccolo di Milano (Massimo Popolizio interprete), torna sulle nostre scene I due gemelli veneziani, capolavoro tardo di Carlo Goldoni che rappresenta un canovaccio di alta perizia drammaturgica e, al contempo, un gioco funambolico teso a parlare per simboli e metafore. Al centro della commedia, ora riproposta da Antonio Calenda in uno spettacolo cucito addosso alle qualità espressive di Massimo Dapporto (lo vedremo al Quirino da questa sera), vi è il tema – teatralissimo – del doppio, del sosia, della confusione di identità tra gemelli. Tema di antica e solida tradizione (e basti ricordare la produzione di Plauto e Terenzio ma anche tutta la commediografia rinascimentale e barocca) che qui serve non solo a tenere vivo un meccanismo scenico fatto di continui equivoci e complicati imbrogli ma anche – e soprattutto – a svelare che, dietro (o se vogliamo, sotto) quel meccanismo si apre una spaventosa voragine di nulla: un tremante senso di angoscia e di fragilità che abbraccia l’uomo e il mondo. Ma seppure nella duplicazone del reale il senso del reale si perde, ciò non significa, tuttavia, che questa duplicazione non possa diventare, essa stessa, vettore di comicità e briosità, ingredienti base dell’opera. A farsene carico è in primo luogo il protagonista, sdoppiato nel doppio ruolo di Tonino e Zanetto, i due gemelli del titolo. Dapporto è un attore notoriamente eclettico e sensibile che senza dubbio, contornato da un pregevole cast, saprà dare a queste due figure opposte ma complementari tutta la profondità che meritano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325889

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Il Pd: preoccupati per Fiumicino

Una seduta del Consiglio regionale del Lazio straordinaria con la presenza del sindaco di Roma, del sindaco di Fiumicino e del presidente della Provincia di Roma. È l’intenzione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e del presidente del Consiglio regionale del Lazio Guido Milana espressa, in una nota, al termine di un incontro. I due esponenti regionali hanno manifestato «profonda preoccupazione rispetto alle incognite per il futuro economico e sociale di Alitalia e dei suoi lavoratori». Entrambi hanno detto di voler «coinvolgere il Consiglio regionale, in seduta straordinaria, sul tema legato al futuro della compagnia di bandiera e dell’intero sistema aeroportuale, che hanno un peso fondamentale per il territorio di Roma e del Lazio. Il presidente Marrazzo ha chiesto, inoltre, che a questa seduta possano essere invitati anche il sindaco di Roma, quello di Fiumicino e il Presidente della Provincia di Roma». «Sono molto preoccupato per l’esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo perchè sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione, ma anche perchè le ricadute sul territorio provinciale sembrano essere rilevanti». Lo ha affermato, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti per il quale è necessario un incontro tra gli enti locali e il governo a difesa dell’aeroporto di Fiumicino. Per Zingaretti, «il declassamento dell’aeroporto di Fiumicino da Hub a base operativa l’incertezza delle destinazioni di volo internazionali a seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del nostro territorio».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78439

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Una legge per le mille Eluana

Son qui da mezz’ora che cincischio per trovare le parole giuste, e allora al diavolo le parole giuste, neanche la morte di una figlia in fondo è un pranzo di gala: e allora dico subito, sul caso di Eluana Englaro, che provo una forma di disprezzo per tanta classe politica e per tanti miei colleghi spesso ottusi, pavloviani, più semplicemente ignoranti su questo tema.

Quale tema, poi? Ecco il punto: perché il tema che viene sviscerato in tante opinioni che ho letto, in realtà, non viene sviscerato per niente, la prosa resta generica, precotta, «i confini della vita» e dintorni, è il temino bioetico imparato a memoria da tanti politici da intervista telefonica e da tanti opinionisti polivalenti che mica si aggiornano, mica studiano, mica entrano più di tanto nel merito del singolo caso: alla fine scrivono sempre lo stesso articolo e ogni volta lo travestono: i politici non si muovono dai loro palazzi e gli opinionisti dalle loro scrivanie.
I princìpi-cardine restano astrattamente sempre quelli, e chi se ne frega del famoso Paese reale, ossia il Paese che in stragrande maggioranza (lo dico alto e forte e ho le mie fonti, non so voi) è assolutamente favorevole al padre di Eluana Englaro e alla sua battaglia: non è spaccato, non è bipolarizzato, perlomeno su questo non lo è. Ma il disprezzo di cui parlavo non è per le opinioni meramente diverse dalle mie, bensì per la nutritissima brigata di chi alla fine del suo temino, del suo ragionamentino etico, in sostanza dice che occorre fare questo: niente.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276780

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