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Tremonti: «La prima casa resta detassata»

nostro inviato a Cernobbio (Como)Sbuffa e fa le facce, Giulio Tremonti, a chi lo insegue per chiedergli lumi sull’oggetto misterioso del giorno, quella «service tax» che evocata dal collega Roberto Calderoli potrebbe in futuro sostituire l’Ici. Ma che, nel presente, è un fastidioso montarozzo sulla via che mena al federalismo.«Abbiamo detassato la prima casa e resta detassata», taglia dapprima corto il ministro dell’Economia, per non lasciare più adito a dubbi. Poi spiega perché è opportuno rimandare ogni discorso politico in materia. «Realizzare il federalismo fiscale da metà settembre al 31 dicembre, come noi vorremmo – dice – non significa non avere fretta, ma pedalare da adesso. Solo che prima di parlare di federalismo fiscale, serve una banca dati condivisa. La bozza è grossomodo quella elaborata dalle Regioni, ma formulato quel testo e raccolto un consenso generale – ribadisce – il primo passo è appunto una banca dati condivisa, senza la quale non si possono compiere scelte politiche». Insomma, non si può parlare tanto per parlare. Per dirla con Luigi Einaudi, bisogna conoscere per deliberare.E dice molte altre cose, il ministro, parlando a nome della squadra di governo. Partendo dal dato che nei primi 116 giorni, agosto compreso, «abbiamo fatto quello che dovevamo e potevamo fare». Oltre alla già ricordata casa, «abbiamo detassato gli straordinari e questo sarà confermato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288835

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La Corea del Nord torna alle minacce: basta disarmo, gli Usa rispettino i patti

Dopo il disgelo ora una nuova improvvisa gelata per la questione del nucleare coreano. La Corea del Nord ha annunciato martedì la sospensione dello smantellamento degli impianti nucleari, in segno di protesta contro la mancata rimozione da parte degli Stati Uniti di Pyongyang dalla lista dei cosiddetti ‘ Stati canaglia’ che sostengono il terrorismo internazionale. Il ministero degli Esteri nordcoreano accusa Washington di non aver mantenuto fede ai propri impegni nel quadro dell’accordo sul disarmo nucleare. Pyongyang parla di «violazione degli accordi sottoscritti» da parte degli Stati Uniti. Il regime nordcoreano, in particolare, intende riattivare la centrale di di Yongbyon. L’amministrazione Bush, da parte sua, ha sottolineato che non procederà alla cancellazione della Corea del Nord dal suo elenco finché non autorizzerà le ispezioni internazionali. Nel frattempo le dichiarazioni bellicose del paese del ‘Caro leader’preoccupano sia il vicino Giappone sia in Europa, l’Italia inclusa con l’allarme lanciato dal ministro degli Esteri Franco Frattini.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78380

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Mosca taglia la cooperazione con la Nato

Mosca lo aveva già annunciato all’indomani del vertice dei ministri degli esteri della Nato e ora lo ha formalmente comunicato ai vertici dell’Alleanza atlantica: per il momento sono sospese tutte le attività di cooperazione militare. A darne notizia è la stessa Nato, che per ora si limita a «prendere atto» della decisione presa dal governo russo. Decisione che mette a rischio anche l’accordo raggiunto a Bucarest lo scorso aprile, col quale la Russia concede l’uso del proprio territorio come rotta alternativa verso l’Afghanistan per i rifornimenti diretti alla missione Isaf. «Mosca – ha spiegato Carmen Romero, portavoce dell’Alleanza atlantica – ci ha informato attraverso i canali militari che il ministro della Difesa della Federazione russa ha preso la decisione di fermare le attività di cooperazione militare internazionale tra la Russia e i Paesi della Nato, fino a nuovo avviso». Il programma di cooperazione tra Russia e Nato – ha quindi ricordato la portavoce – prevede tutta una serie di azioni comuni: non solo esercitazioni terrestri e navali, ricerca e salvataggio in mare, emergenze civili, collaborazione logistica, scientifica e accademica. Ma anche lotta al terrorismo, gestione delle crisi, cooperazione contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti. Per il momento però è difficile capire in cosa di fatto si concretizzerà la decisione di Mosca. E per quel che riguarda la possibilità di transitare per il territorio russo verso l’Afghanistan, la portavoce della Nato ha spiegato che è presto per dire se la decisione del Cremlino riguarderà anche l’accordo raggiunto a Bucarest nell’aprile scorso.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78254

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Germania, alla tv va in onda la caccia ai «fannulloni»

da BerlinoAnche in Germania soffia un brutto vento per fannulloni e parassiti. Ma con una differenza rispetto a quanto avviene in Italia. A dichiarare guerra a chi abusa della generosità dello Stato sociale e incassa sussidi senza averne bisogno, non sono solo gli ispettori della pubblica amministrazione ma anche la televisione con la zelante collaborazione dei cittadini. Una delle principali reti tv tedesche, Sat1, ha infatti inventato e mandato in onda con successo l’altro ieri un nuovo reality show che consiste nel riprendere dal vero come si svolge la caccia a chi si fa passare per disoccupato senza esserlo o a chi si dichiara povero e bisognoso di aiuto pur avendo fonti di reddito ben nascoste. Già dalla prima puntata l’audience è stata notevole, quasi il 20%. Ma ancora più notevole è stata la partecipazione degli spettatori invitati a segnalare quei casi che a loro avviso suscitano sospetti e potrebbero smascherare truffe a danno degli enti di assitenza sociale. «Gnadenlos gerecht» («giusti senza pietà») è il titolo della trasmissione. I protagonisti sono due ispettori veri, un uomo e una donna, Helge Hofmeister e Helena Fürst, che alla mattina si mettono in macchina seguiti da una troupe televisiva e sul loro taccuino hanno una lista di beneficiari di sussidi sociali le cui reali condizioni di vita sono poco chiare. Il nome prescelto per le indagini della prima puntata è quello di un turco con passaporto tedesco residente a Offenbach che da più di un anno riceve l’assegno sociale come disoccupato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284825

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Gli uomini-jet scaldano i motori. E la pista cerca il suo Phelps

nostro inviato a Pechino
La grande madre di tutte le olimpiadi presenta subito il piatto forte: forza con i 100 metri e vediamo se le frecce dell’atletica riusciranno a far impallidire l’immagine del superman del nuoto: leggasi Michael Phelps. E chissà mai che anche i cronometri della pista non vadano così veloci come quelli della corsia. Almeno in questo servirebbe la par condicio. Però quest’anno, più che mai, nuoto e atletica si contenderanno il segno del comando. Normalmente non ci sarebbe gioco, l’atletica coinvolge un mondo più ampio, gli africani non sono ancora sbarcati in piscina, lo sforzo è più terribile, chi corre, salta, lancia spesso esce prosciugato da una gara. I nuotatori ne infilano una dietro l’altra, anche a distanza di pochi minuti.
Ecco perché val la pena accomodarsi e godersi lo spettacolo. Da vedere il trio dei supermen (salvo sorprese nelle qualificazioni avvenute stanotte). Niente di più elettrizzante della sfida che incoronerà l’uomo più veloce del mondo: due giamaicani e un americano sui blocchi. Ogni scommessa rischia di esser persa: Asafa Powell, Usain Bolt e Tyson Gay non ti lasciano certezza del pronostico. Bolidi neri come non se ne sono visti mai. Parlano i tempi, i personali raggrumati nel giro di cinque centesimi: Bolt tiene il record del mondo con 9”72, Powell gli sta alle calcagna con 9”74, Gay è fermo (si fa per dire) a 9”77.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283435

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