Articoli taggati anni

Milano, Dario Fo alla Statale. Come quarant’anni fa – Interni

Nel giorno in cui il decreto Gelmini è diventato legge, a Milano la protesta degli studenti si arricchisce del contributo di un premio Nobel: Dario Fo. Come quarant’anni fa, Fo ha parlato agli studenti, invitandoli a «non lasciare correre» perché «stare in mezzo alla gente e far vedere che volete studiare è la vostra vittoria». Il Nobel ha poi criticato l’atteggiamento della maggioranza che ha totalmente ignorato le proteste degli universitari: «Non mi piace la spocchia con cui questo governo, e Berlusconi per primo, guarda a questo movimento, ovvero come a qualcosa di passeggero, come uno sfogo». Al contrario, secondo Fo, il movimento «non è una bolla di sapone». L’attore ha criticato duramente il governo Berlusconi ma non ha risparmiato delle stoccate anche al centrosinistra accusato di non aver risolto il problema del baronato nelle università italiane: «Hanno sbagliato anche loro quando stavano al potere, hanno sbagliato a non eliminare il sistema dei baroni perché di baroni ce ne sono anche di centrosinistra». Fo non perdona, su questo punto, il governo Prodi perché «ci si doveva muovere». Non sono mancati i momenti letterari: Fo ha recitato una parte dell’opera teatrale Mistero buffo ed ha ricordato di aver recitato lo stesso brano dallo stesso palco per gli studenti in lotta quarant’anni fa. Inoltre il Nobel ha citato alcuni versi della poesia «Rosa fresca aurentissima» del poeta Cielo D’Alcamo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80407

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Tassi interbancari Euribor da 7 anni mai così in alto

da MilanoEuro inter bank offered rate, o Euribor, una sigla che conosce bene chi ha un mutuo a rata variabile. È infatti il tasso al quale le banche si finanziano l’un l’altra in euro, ma è anche il tasso che le banche utilizzano come riferimento per prestare i soldi alla clientela.La maggior parte dei mutui a tasso variabile ha un tasso che corrisponde all’Euribor, di solito quello per le scadenza a tre mesi, con una maggiorazione, che mediamente è tra l’1% e l’1,5%. L’Euribor a tre mesi ieri è risalito ai massimi da sette anni. Lo ha riferito l’European Banking Federation: che rileva come il tasso a tre mesi sia arrivato al 4,97%, un livello che rappresenta il più alto dal dicembre 2000, e che era già stato raggiunto una prima volta all’inizio di giugno.Il fatto è che la crisi del credito si fa sentire pesantemente sui tassi interbancari. Solo due giorni fa l’ufficio studi della Jp Morgan ha rivisto all’insù le stime sulle svalutazioni che sei tra le maggiori banche europee dovranno sopportare nei propri bilanci a causa delle perdite legate alla crisi dei subprime. Solo per citare le tre maggiori: per Ubs, la più grande banca europea, si parla di 8,4 miliardi di franchi svizzeri, contro i 6,5 stimati in precedenza, per Deutsche Bank di 6,5 miliardi di euro invece che 4,9, per Société Générale di 3 miliardi di euro invece che 2,6. Il meccanismo del cosiddetto credit crunch, la crisi del credito, diventa così un circolo vizioso che si alimenta da sé.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280135

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Tassi interbancari Euribor da 7 anni mai così in alto

da MilanoEuro inter bank offered rate, o Euribor, una sigla che conosce bene chi ha un mutuo a rata variabile. È infatti il tasso al quale le banche si finanziano l’un l’altra in euro, ma è anche il tasso che le banche utilizzano come riferimento per prestare i soldi alla clientela.La maggior parte dei mutui a tasso variabile ha un tasso che corrisponde all’Euribor, di solito quello per le scadenza a tre mesi, con una maggiorazione, che mediamente è tra l’1% e l’1,5%. L’Euribor a tre mesi ieri è risalito ai massimi da sette anni. Lo ha riferito l’European Banking Federation: che rileva come il tasso a tre mesi sia arrivato al 4,97%, un livello che rappresenta il più alto dal dicembre 2000, e che era già stato raggiunto una prima volta all’inizio di giugno.Il fatto è che la crisi del credito si fa sentire pesantemente sui tassi interbancari. Solo due giorni fa l’ufficio studi della Jp Morgan ha rivisto all’insù le stime sulle svalutazioni che sei tra le maggiori banche europee dovranno sopportare nei propri bilanci a causa delle perdite legate alla crisi dei subprime. Solo per citare le tre maggiori: per Ubs, la più grande banca europea, si parla di 8,4 miliardi di franchi svizzeri, contro i 6,5 stimati in precedenza, per Deutsche Bank di 6,5 miliardi di euro invece che 4,9, per Société Générale di 3 miliardi di euro invece che 2,6. Il meccanismo del cosiddetto credit crunch, la crisi del credito, diventa così un circolo vizioso che si alimenta da sé.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280135

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