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Baresi: «Troppe pressioni, facciamo così anche in Italia»

Giuseppe Baresi è stato il responsabile del settore giovanile dell’Inter fino a pochi mesi fa. Da fine luglio affianca José Mourinho come vice allenatore della prima squadra ma la sua esperienza nei vivai giovanili è sta lunga e ricca di successi, due campionati nazionali con la squadra Primavera con cui ha vinto anche due coppe Italia oltre a due tornei di Viraggio, la competizione più prestigiosa in ambito internazionale per squadre di settore. Ha lavorato con Obafemi Martin, Bolzoni, Pasquale, Pandev e per ultimo Mario Balotelli, recentemente passato alla prima squadra.Esiste competitività anche fra i ragazzini che giovanissimi giocano a calcio?«Certamente, tutto l’ambiente crea una situazione di questo tipo, il ragazzino l’avverte, si sente caricato di responsabilità e cerca di gratificare i genitori e l’allenatore».La Federazione inglese ha proposto di non pubblicare le classifiche delle partite degli under-undici. Può essere un deterrente?«Sono d’accordissimo, i ragazzi sono influenzati psicologicamente da questo. Abolire la pubblicazioni delle classifiche mi sembra un’ottima proposta, mi auguro che venga attuata. E poi mi auguro che anche la nostra federazione prenda iniziative di questo genere».Le classifiche sui giornali aumentano la competitività?«Sì, loro sanno quando escono i giornali o gli inserti che riportano i risultati dei loro campionati. Leggono, portano in classe il giornale, guardano chi è il capocannoniere, fanno dei confronti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291565

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Germania, alla tv va in onda la caccia ai «fannulloni»

da BerlinoAnche in Germania soffia un brutto vento per fannulloni e parassiti. Ma con una differenza rispetto a quanto avviene in Italia. A dichiarare guerra a chi abusa della generosità dello Stato sociale e incassa sussidi senza averne bisogno, non sono solo gli ispettori della pubblica amministrazione ma anche la televisione con la zelante collaborazione dei cittadini. Una delle principali reti tv tedesche, Sat1, ha infatti inventato e mandato in onda con successo l’altro ieri un nuovo reality show che consiste nel riprendere dal vero come si svolge la caccia a chi si fa passare per disoccupato senza esserlo o a chi si dichiara povero e bisognoso di aiuto pur avendo fonti di reddito ben nascoste. Già dalla prima puntata l’audience è stata notevole, quasi il 20%. Ma ancora più notevole è stata la partecipazione degli spettatori invitati a segnalare quei casi che a loro avviso suscitano sospetti e potrebbero smascherare truffe a danno degli enti di assitenza sociale. «Gnadenlos gerecht» («giusti senza pietà») è il titolo della trasmissione. I protagonisti sono due ispettori veri, un uomo e una donna, Helge Hofmeister e Helena Fürst, che alla mattina si mettono in macchina seguiti da una troupe televisiva e sul loro taccuino hanno una lista di beneficiari di sussidi sociali le cui reali condizioni di vita sono poco chiare. Il nome prescelto per le indagini della prima puntata è quello di un turco con passaporto tedesco residente a Offenbach che da più di un anno riceve l’assegno sociale come disoccupato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284825

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Rapina una farmacia Pregiudicato in cella

Un pregiudicato di 36 anni, Rocco S., è stato arrestato l’altro giorno dopo aver assaltato una farmacia con un complice che invece è riuscito a fuggire. L’uomo era uscito a febbraio da Opera, dove era rinchiuso per un’altra rapina. I due erano entrati in azione alle 20 armati e travisati e avevano rapinato l’incasso e il portafogli del marito della farmacista. È subito partito l’allarme e una volante ha intercettato il balordo in strada.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276945

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Una legge per le mille Eluana

Son qui da mezz’ora che cincischio per trovare le parole giuste, e allora al diavolo le parole giuste, neanche la morte di una figlia in fondo è un pranzo di gala: e allora dico subito, sul caso di Eluana Englaro, che provo una forma di disprezzo per tanta classe politica e per tanti miei colleghi spesso ottusi, pavloviani, più semplicemente ignoranti su questo tema.

Quale tema, poi? Ecco il punto: perché il tema che viene sviscerato in tante opinioni che ho letto, in realtà, non viene sviscerato per niente, la prosa resta generica, precotta, «i confini della vita» e dintorni, è il temino bioetico imparato a memoria da tanti politici da intervista telefonica e da tanti opinionisti polivalenti che mica si aggiornano, mica studiano, mica entrano più di tanto nel merito del singolo caso: alla fine scrivono sempre lo stesso articolo e ogni volta lo travestono: i politici non si muovono dai loro palazzi e gli opinionisti dalle loro scrivanie.
I princìpi-cardine restano astrattamente sempre quelli, e chi se ne frega del famoso Paese reale, ossia il Paese che in stragrande maggioranza (lo dico alto e forte e ho le mie fonti, non so voi) è assolutamente favorevole al padre di Eluana Englaro e alla sua battaglia: non è spaccato, non è bipolarizzato, perlomeno su questo non lo è. Ma il disprezzo di cui parlavo non è per le opinioni meramente diverse dalle mie, bensì per la nutritissima brigata di chi alla fine del suo temino, del suo ragionamentino etico, in sostanza dice che occorre fare questo: niente.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276780

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