Nel giorno in cui il decreto Gelmini è diventato legge, a Milano la protesta degli studenti si arricchisce del contributo di un premio Nobel: Dario Fo. Come quarant’anni fa, Fo ha parlato agli studenti, invitandoli a «non lasciare correre» perché «stare in mezzo alla gente e far vedere che volete studiare è la vostra vittoria». Il Nobel ha poi criticato l’atteggiamento della maggioranza che ha totalmente ignorato le proteste degli universitari: «Non mi piace la spocchia con cui questo governo, e Berlusconi per primo, guarda a questo movimento, ovvero come a qualcosa di passeggero, come uno sfogo». Al contrario, secondo Fo, il movimento «non è una bolla di sapone». L’attore ha criticato duramente il governo Berlusconi ma non ha risparmiato delle stoccate anche al centrosinistra accusato di non aver risolto il problema del baronato nelle università italiane: «Hanno sbagliato anche loro quando stavano al potere, hanno sbagliato a non eliminare il sistema dei baroni perché di baroni ce ne sono anche di centrosinistra». Fo non perdona, su questo punto, il governo Prodi perché «ci si doveva muovere». Non sono mancati i momenti letterari: Fo ha recitato una parte dell’opera teatrale Mistero buffo ed ha ricordato di aver recitato lo stesso brano dallo stesso palco per gli studenti in lotta quarant’anni fa. Inoltre il Nobel ha citato alcuni versi della poesia «Rosa fresca aurentissima» del poeta Cielo D’Alcamo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80407