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Mosca taglia la cooperazione con la Nato

Mosca lo aveva già annunciato all’indomani del vertice dei ministri degli esteri della Nato e ora lo ha formalmente comunicato ai vertici dell’Alleanza atlantica: per il momento sono sospese tutte le attività di cooperazione militare. A darne notizia è la stessa Nato, che per ora si limita a «prendere atto» della decisione presa dal governo russo. Decisione che mette a rischio anche l’accordo raggiunto a Bucarest lo scorso aprile, col quale la Russia concede l’uso del proprio territorio come rotta alternativa verso l’Afghanistan per i rifornimenti diretti alla missione Isaf. «Mosca – ha spiegato Carmen Romero, portavoce dell’Alleanza atlantica – ci ha informato attraverso i canali militari che il ministro della Difesa della Federazione russa ha preso la decisione di fermare le attività di cooperazione militare internazionale tra la Russia e i Paesi della Nato, fino a nuovo avviso». Il programma di cooperazione tra Russia e Nato – ha quindi ricordato la portavoce – prevede tutta una serie di azioni comuni: non solo esercitazioni terrestri e navali, ricerca e salvataggio in mare, emergenze civili, collaborazione logistica, scientifica e accademica. Ma anche lotta al terrorismo, gestione delle crisi, cooperazione contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti. Per il momento però è difficile capire in cosa di fatto si concretizzerà la decisione di Mosca. E per quel che riguarda la possibilità di transitare per il territorio russo verso l’Afghanistan, la portavoce della Nato ha spiegato che è presto per dire se la decisione del Cremlino riguarderà anche l’accordo raggiunto a Bucarest nell’aprile scorso.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78254

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Catania: 16enne tolto alla madre. «È comunista»

Ed ora la militanza di sinistra diventa una discriminante sociale, anche per i fatti di famiglia. L’iscrizione al circolo Tienanmen dei Giovani comunisti (organizzazione giovanile del Prc) è tra le motivazioni del provvedimento con cui la prima sezione civile del Tribunale di Catania ha affidato sedicenne al padre anziché alla madre. L’adesione del ragazzo al Tienanmen era stata segnalata dagli assistenti sociali, che hanno definito il circolo giovanile di Rifondazione un «gruppo di estremisti». Secondo il rapporto dei servizi sociali citato nella sentenza del Tribunale, ci sarebbe un adescatore maggiorenne, il segretario del circolo studentesco appunto, «che convince i ragazzi minorenni all’attivismo politico e all’iscrizione al gruppo». Peccato che nel circolo giovanile del Prc Tienanmen di Catania c’è una regola per la quale una volta compiuti i 18 anni bisogna iscriversi al circolo territoriale del partito. Come ci dice Pier Paolo Montalto, Segretario della federazione catanese del Prc, «l’attuale segretario ha 16 anni ed è un bravissimo ragazzo che ha fatto dell’antimafia e delle battaglie per la legalità una scelta di vita». «Se quello che è scritto sulla sentenza fosse confermato si tratterebbe di una discriminazione pesantissima – prosegue Montalto che tra l’altro è un avvocato – oltre ad essere una falsità disumana».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78197

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