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Crisi, Berlusconi annuncia modifiche alla finanziaria – Economia

La crisi finanziaria internazionale potrebbe fare in modo che il Governo rimetta mano alla ‘riforma della legge finanziaria’. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio che difendendo la scelta di «varare una Finanziaria di tre anni non apribile dalle lobbie che potrebbero produrre spese ulteriori» ammette però che «la crisi finanziaria ha avuto delle conseguenze per alcuni settori per i quali necessita un approfondimento e che potrebbero necessitare un adeguamento della legge». Con la finanziaria di tre anni «abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo e messo in sicurezza i conti pubblici». Tuttavia – ha aggiunto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa nella sede della protezione civile a Roma – la crisi dei mercati ha avuto degli effetti in determinati settori e «certamente in questi settori dovremo fare degli approfondimenti e potrebbe essere necessario un adeguamento della legge», proprio per gli effetti della crisi finanziaria.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80394

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Immigrazione, ambiente ed energia: le idee-guida dei giovani conservatori

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain si ispira addirittura a Roosevelt. Non Franklin Delano, mitico presidente che risollevò l’America dalla depressione del ’29, bensì Theodore, che un secolo fa si prodigò per difendere i meno abbienti, limitare l’influenza del grande business e proteggere l’ambiente. Altri guardano altrove, esplorano nuovi orizzonti. E non sono politici, ma intellettuali, filosofi, scrittori che riscoprono il piacere dell’Agorà.Il New York Times ha scritto che la destra americana è in crisi. In parte è vero: i neoconservatori e, con loro, i teoconservatori, sono spariti. Nessuno, peraltro, li rimpiange, ma mentre fino a quattro anni fa l’intellighenzia legata al Partito Repubblicano guardava dall’alto un mondo liberal che appariva arrabbiato, confuso, privo di punti di riferimento, oggi i ruoli sembrano ribaltati. I progressisti un faro l’hanno trovato: si chiama Barack Obama. La destra invece si interroga, ma il suo non è un tormento, bensì un’effervescenza propositiva e promettente. Il dibattito non è più dogmatico, né settario; è, finalmente, libero. Ronald Reagan resta un mito, un esempio, un rimpianto. Ma ora c’è chi sostiene che ispirarsi a lui non basta più, perché i problemi della società odierna sono diversi rispetto a quelli degli anni ’80 e occorre cercare nuove risposte. David Frum ha scritto per anni i discorsi di Bush, ma oggi non prova disagio nell’affermare che il suo presidente «ha portato l’America sull’orlo del disastro» e in un libro (Comeback, Il ritorno) lancia nuove proposte.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280151

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Strasburgo censura l’Italia No alle impronte dei rom

L’ Europarlamento dice no alle impronte dei rom. E adotta in sessione plenaria la risoluzione che boccia le misure del governo italiano per la raccolta delle impronte digitali dei minori nei campi nomadi. Con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti, gli europarlamentari hanno accolto il testo presentato dal gruppo socialista, il Pse, dalla sinistra europea del Gue e dai liberali dell’Alde in cui si chiede alle autorità italiane «di astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte».Questo, precisa la risoluzione, «in attesa dell’imminente valutazione delle misure prevista dalla Commissione europea, in quanto la misura costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica» L’assemblea ha anche approvato una proposta di modifica presentata dal gruppo di destra con la quale si fa riferimento alla risoluzione approvata dall’Europarlamemto nel gennaio di quest’anno nella quale si sollecitano gli Stati ue a risolvere il problema dei campi «illegali» dove non c’è igiene o standard di sicurezza e dove «un alto numero di bambini rom muore per incidenti domestici».Le autorità italiane hanno inviato ieri una prima risposta alla nuova lettera della Commissione Ue per chiedere ulteriori chiarimenti sulla raccolta delle impronte digitali nei campi rom. Lo ha riferito il commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot, all’Europarlamento, indicando che la Commissione Ue è intenzionata a raccogliere «tutte le informazioni necessarie».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77028

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