In sé e per sé il dialogo, ovvero la comunicazione di idee, di proposte, di soluzioni, fra qualsiasi maggioranza e qualsiasi opposizione non è né buono né cattivo: è «normale», praticamente inevitabile.Ma se la comunicazione non è accompagnata da una seria considerazione di quelle idee, proposte e soluzioni, è anche perfettamente inutile. Non rende migliore il governo; non rende più efficace l’opposizione; non accresce la statura politica dei proponenti; non ridimensiona l’insoddisfazione dei cittadini; e non diminuisce il disagio della loro vita quotidiana. Nelle democrazie di buona qualità si dà per scontato che qualche volta, se e quando lo vorrà, il governo instaurerà un dialogo con l’opposizione confrontandosi sui suoi provvedimenti, magari approfittandone per appropriarsi senza troppi scrupoli di quanto di buono l’opposizione avrà suggerito. Ma, naturalmente, un’opposizione intelligente rivendicherà la bontà delle sue proposte plagiate dal governo. Altre volte, il governo andrà per la sua strada e l’opposizione giustamente non si limiterà a fare la faccia feroce, ma, alzando il tiro delle sue critiche e delle sue controproposte, organizzerà, nei casi più gravi, anche liberatorie manifestazioni di massa. Infatti, è sempre utile che l’opposizione cerchi di mantenere un collegamento stretto fra la sua attività parlamentare e la sua mobilitazione sociale che la rivitalizza.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77153