Arsenal yakin punyai peluang baik benam United

Tetapi skuad bimbingan Wenger belum melepaskan gol di Stadium Emirates sejak 21 Disember dan pengendali Perancis itu berharap gawang kebal ketika bertemu juara bertahan itu mampu jadi asas kepada kejayaan hebat.

Wenger, merehatkan lapan pemain utama daripada skuad yang kalah 0-1 di Old Trafford, berkata: “Perlawanan kami seterusnya amat penting, tetapi kami akan bersedia dan anda akan dapat saksikan barisan Arsenal yang amat kuat.

“Saya tidak katakan kami gembira dengan 0-1 kerana anda tidak boleh kata gembira selepas kalah, tetapi kita di pertengahan jalan dan di Emirates, kami punya peluang baik untuk menewaskan mereka.

“Kami boleh mengatur pendekatan menyerang di tempat sendiri tanpa melepaskan gol dan itulah yang kami mahukan lakukan, Selasa nanti.

Fonte:
http://www.bharian.com.my/Current_News/BH/Monday/Sukan/20090504011603/Article/index_html

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La Bresso dice no, Barroso «trema»

Povero José Manuel Barroso, presidente della Commissione dell’Unione Europea. Roba da perderci il sonno. La sua riconferma – l’incarico scade a fine 2009 -, che pure aveva avuto il placet del premier laburista inglese Gordon Brown, rischia ora di traballare. A fronte del «sì» di Downing Street, infatti, è arrivato un «no». E che «no»! Quello della presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso (nella foto). Secondo una recente presa di posizione della “zarina” piemontese, l’attuale commissione presieduta da Barroso «non ha preso nessun provvedimento importante e ha dimostrato tutta la sua debolezza», e quindi «i socialisti devono puntare a contrapporre a Barroso un candidato alternativo». Adesso Barroso aspetta e spera. Aspetta di vedere se pesa di più Downing Street o piazza Castello…

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337801

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Funambolismi d’autore per Dapporto

A otto anni di distanza dal fortunato allestimento diretto da Luca Ronconi per il Piccolo di Milano (Massimo Popolizio interprete), torna sulle nostre scene I due gemelli veneziani, capolavoro tardo di Carlo Goldoni che rappresenta un canovaccio di alta perizia drammaturgica e, al contempo, un gioco funambolico teso a parlare per simboli e metafore. Al centro della commedia, ora riproposta da Antonio Calenda in uno spettacolo cucito addosso alle qualità espressive di Massimo Dapporto (lo vedremo al Quirino da questa sera), vi è il tema – teatralissimo – del doppio, del sosia, della confusione di identità tra gemelli. Tema di antica e solida tradizione (e basti ricordare la produzione di Plauto e Terenzio ma anche tutta la commediografia rinascimentale e barocca) che qui serve non solo a tenere vivo un meccanismo scenico fatto di continui equivoci e complicati imbrogli ma anche – e soprattutto – a svelare che, dietro (o se vogliamo, sotto) quel meccanismo si apre una spaventosa voragine di nulla: un tremante senso di angoscia e di fragilità che abbraccia l’uomo e il mondo. Ma seppure nella duplicazone del reale il senso del reale si perde, ciò non significa, tuttavia, che questa duplicazione non possa diventare, essa stessa, vettore di comicità e briosità, ingredienti base dell’opera. A farsene carico è in primo luogo il protagonista, sdoppiato nel doppio ruolo di Tonino e Zanetto, i due gemelli del titolo. Dapporto è un attore notoriamente eclettico e sensibile che senza dubbio, contornato da un pregevole cast, saprà dare a queste due figure opposte ma complementari tutta la profondità che meritano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325889

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Il bilancio Punite 18 infrazioni al minuto

Un miliardo di euro l’anno. A tanto ammontano gli introiti delle multe nei 103 comuni capoluogo secondo uno studio della Fondazione Aci «Filippo Caracciolo». È interessante anche contare il numero delle contravvenzioni: 18 al minuto. E andando a spulciare la hit parade delle più frequenti, viene fuori che non sono affatto quelle legate alla sicurezza, che dovrebbero essere in cima alla lista delle priorità. Invece quasi sei multe su 10 riguardano sconfinamenti nelle zone a circolazione limitata del centro abitato, le cosiddette Ztl (e si è visto che i sistemi di sorveglianza degli accessi con telecamere in molti casi hanno prodotto errori a raffica). Al secondo posto le violazioni che riguardano la sosta. L’alta velocità è solo al terzo, e con meno di 300.000 multe sul totale di 10 milioni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304900

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Milano, Dario Fo alla Statale. Come quarant’anni fa – Interni

Nel giorno in cui il decreto Gelmini è diventato legge, a Milano la protesta degli studenti si arricchisce del contributo di un premio Nobel: Dario Fo. Come quarant’anni fa, Fo ha parlato agli studenti, invitandoli a «non lasciare correre» perché «stare in mezzo alla gente e far vedere che volete studiare è la vostra vittoria». Il Nobel ha poi criticato l’atteggiamento della maggioranza che ha totalmente ignorato le proteste degli universitari: «Non mi piace la spocchia con cui questo governo, e Berlusconi per primo, guarda a questo movimento, ovvero come a qualcosa di passeggero, come uno sfogo». Al contrario, secondo Fo, il movimento «non è una bolla di sapone». L’attore ha criticato duramente il governo Berlusconi ma non ha risparmiato delle stoccate anche al centrosinistra accusato di non aver risolto il problema del baronato nelle università italiane: «Hanno sbagliato anche loro quando stavano al potere, hanno sbagliato a non eliminare il sistema dei baroni perché di baroni ce ne sono anche di centrosinistra». Fo non perdona, su questo punto, il governo Prodi perché «ci si doveva muovere». Non sono mancati i momenti letterari: Fo ha recitato una parte dell’opera teatrale Mistero buffo ed ha ricordato di aver recitato lo stesso brano dallo stesso palco per gli studenti in lotta quarant’anni fa. Inoltre il Nobel ha citato alcuni versi della poesia «Rosa fresca aurentissima» del poeta Cielo D’Alcamo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80407

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Operai e studenti delle medie: in 60mila a Torino – Interni

Sono tanti. tantissimi. Decine e decine di migliaia, ma nessuno osa sbilanciarsi sui numeri degli imponenti cortei che stanno scivolando per le vie del centro di Torino. All’inizio della mattinata, mentre gli studenti con i loro striscioni colorati continuavano ad affluire da ogni angolo della città, fonti della questura avevano parlato di 20mila persone. Due ore dopo però gli studenti delle medie non erano ancora riusciti ad uscire da Piazza Arbarello dove si erano concentrati già a partire dalle otto. Cinquanta, forse 60mila dice, Guido, cineoperatore della Rai che di cortei a Torino ne ha seguiti per un quarto di secolo. Dire quanti è impossibile, gli studenti sono riusciti a spiazzare tutti, dai sindacati ai partiti e forse anche le stesse forze dell’ordine. Usano infatti una strategia tutta loro, la strategia dell’anguilla: scivolano via. Non si fermano, arrivano in Piazza Castello dove avrebbe dovuto tenersi il comizio sindacale, ma non entrano in piazza. Continuano a muoversi come non ci fosse una meta, se ne vanno in giù verso Piazza Vittorio, proseguono su Via Roma. L’anguilla continua a sfiorare Piazza Castello, ma non si ferma scivola via. L’adesione delle scuole è stata pressoché totale, e ai ragazzi si sono aggiunti i genitori e anche qualche nonno. Non fosse per la disastrosa situazione che l’ha prodotta, quella di oggi, complice il sole splendente, sarebbe una indescrivibile giornata di festa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80458

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weather news

‘Lezione sul fascismo’ in piazza, domattina, nella centralissima piazza Barberini, a Roma. E a ’salire in cattedra’ (o sugli scalini), per parlare del ‘Ruolo dell’istruzione nella politica del ‘900: il caso del fascismo e del nazismo’ (questo il titolo della lezione di protesta contro la legge 133) sarà il prof. Luciano Zani, nuovo Preside della facoltà di Sociologia dell’ateneo della Sapienza, che ha accettato l’invito degli studenti delle facoltà di Sociologia e Scienze della comunicazione. Zani, docente di Storia contemporanea e di Storia e teoria dei partiti, dei movimenti e dei gruppi di pressione, autore di libri sulla storia del fascismo e dell’antifascismo, è stato eletto lo scorso settembre con la maggioranza assoluta dei voti dei suoi colleghi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80380

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Tensioni e cariche a Roma e Milano – Interni

Prima un’aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio. Poi veri scontri, con tanto di lancio di tavolini, in piazza Navona, a pochi passi dal Senato, tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l’immediata serrata dei negozi. Gli scontri si sono scatenati all’arrivo degli studenti del corteo degli universitari, tra cui alcuni esponenti anche dei centri sociali, arrivati nella piazza, dopo una tappa sotto al ministero. Il cordone delle forze dell’ordine ha permesso il passaggio degli universitari, circa 400, che hanno sfilato con le mani alzate. Subito dopo gli studenti si sono avvicinati al camioncino attorno al quale erano radunati i ragazzi di «Blocco Studentesco», di destra, e sono nati gli scontri. Per picchiarsi hanno usato anche tavolini e sedie dei bar circostanti. Poi la polizia ha formato un cordone per dividere le due fazioni. ìAlcuni studenti di Blocco Studentesco sono stati portati in Questura. Il bilancio, parziale, è stato di tre feriti lievi.«Erano una ventina di infiltrati – spiega Roberto Iovino, coordinatore nazionale dell’Uds – era un’azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle Forze dell’Ordine che stanno a guardare… ora ci stiamo organizzando noi con un cordone, per impedire altri incidenti. Comunque da qua non ci muoviamo». Dopo la tensione di martedì a Napoli, altri momenti di scontro e piccoli tafferugli ci sono stati anche a Milano tra gli studenti e le forze dell’ordine.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80399

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Crisi, Berlusconi annuncia modifiche alla finanziaria – Economia

La crisi finanziaria internazionale potrebbe fare in modo che il Governo rimetta mano alla ‘riforma della legge finanziaria’. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio che difendendo la scelta di «varare una Finanziaria di tre anni non apribile dalle lobbie che potrebbero produrre spese ulteriori» ammette però che «la crisi finanziaria ha avuto delle conseguenze per alcuni settori per i quali necessita un approfondimento e che potrebbero necessitare un adeguamento della legge». Con la finanziaria di tre anni «abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo e messo in sicurezza i conti pubblici». Tuttavia – ha aggiunto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa nella sede della protezione civile a Roma – la crisi dei mercati ha avuto degli effetti in determinati settori e «certamente in questi settori dovremo fare degli approfondimenti e potrebbe essere necessario un adeguamento della legge», proprio per gli effetti della crisi finanziaria.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80394

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«L’inverno più lungo» del clero romano che operò nell’ombra

Perché Pio XII non denunciò pubblicamente nell’ottobre 1943 la razzia degli ebrei di Roma? Che cosa fu fatto concretamente dalla Santa Sede e dagli istituti religiosi della capitale per la salvezza dei perseguitati? Con grande rigore e una mole notevole di documenti e testimonianze inedite lo storico Andrea Riccardi ha ricostruito i mesi dell’occupazione nazista di Roma nel libro L’inverno più lungo (Laterza, pp. 404, 18 euro) raccontando i tanti tentativi di salvataggio messi in atto, le resistenze, le difficoltà.Il lavoro di Riccardi consegna al lettore una realtà complessa, dove non sono facili le semplificazioni. «La Chiesa di Pio XII – ha scritto l’autore – all’epoca era una realtà piuttosto marginale, isolata in un’Europa dove dilagavano i nazisti, in una Roma dove la guardia germanica stava sotto le finestre del Papa». Pio XII, secondo Riccardi, aveva la percezione di questa debolezza che «lo spingeva tra l’altro alla prudenza. Aveva peraltro un senso altissimo e unico della missione della sua Chiesa». Ma – aggiunge lo storico – «temeva i nazisti e la loro ferocia. Temeva le ritorsioni sui cattolici, su quelli tedeschi (pensando anche alla loro permeabilità), sugli ospiti dell’asilo cattolico e papale». Per questo «non decise per una condanna profetica, come qualcuno avrebbe desiderato allora e molti dopo i fatti».Riccardi mette in evidenza come gli sforzi per salvare vite umane non furono sempre concordi, segnala resistenze e difficoltà, ma dalle pagine del suo libro emerge come Papa Pacelli, che pure aveva scelto l’atteggiamento della prudenza verbale, abbia dato notevole impulso all’attività caritativa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296966

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